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A proposito di libertà e opportunità

Chissà come avrà vissuto la Festa della Liberazione il presidente Formigoni…
No, non osiamo pretendere risposte, visto che non tollera che gli siano fatte domande sulla propria "irreprensibile e specchiata" vita privata. Pensiamo, però, che il giorno in cui si è fatta memoria della riconquistata libertà del nostro Paese possa aver suscitato più di qualche pensiero a chi negli ultimi 20 anni ha progressivamente occupato le stanze del potere lombardo. Pensieri che potrebbero riguardare la scivolosa china mediatica in cui si trova (e non certo solo per la malignità di quei cattivoni dei giornalisti) e pensieri che dovrebbero abbracciare anche la gestione del potere in Lombardia.
Questo è il punto. Non è in questione lo stile di vita (tanto meno le camicie) di Formigoni. I lombardi vogliono avere risposte riguardo punti fondamentali del governo della regione che sono stati toccati, anche solo marginalmente, da vicende giudiziarie. Se fioccano indagini e avvisi di garanzia su rifiuti, discariche, sanità e corruzioni varie, siamo proprio sicuri che chi ha governato la Lombardia negli ultimi 17 anni non abbia nulla da spiegare e da rimproverarsi?
Non basta affermare che Regione Lombardia e il suo presidente pro tempore (forse è bene ricordarlo) non hanno fatto nulla di illegale. Chi guarda con smarrimento e magari anche con pizzico delusione all'attuale politica lombarda si chiede perché si sia giunti a questo punto.
Se ci sono imprenditori che speculano sui rifiuti e che creano strani business sulle discariche, può anche darsi che le carte regionali siano ineccepibili, ma rimane il fatto che questi traffici, più o meno loschi, siano prosperati regnante un certo governo lombardo.
Lo stesso si può dire per la sanità. Gran bella cosa la libertà di scelta dei cittadini, così come la possibilità di creare una competizione virtuosa tra pubblico e privato, quando però emergono centinaia di milioni di buchi e fondi neri nella sanità privata, chi ha scritto le regole del sistema può chiamarsi fuori dicendo che sono solo questioni private? Non basta affermare che altri avrebbero dovuto controllare: le regole stesse possono creare condizioni più o meno favorevoli a che si verifichino situazioni imbarazzanti e opache. L'aver promosso una competizione selvaggia invece che una proficua collaborazione tra strutture sanitarie è proprio ininfluente sul panorama che stiamo scoprendo?
Chi fa politica deve certo preoccuparsi di non violare le leggi (e questo sta alla base di tutto), ma non può fermarsi lì. Deve essere anche in grado di interrogarsi sull'opportunità delle sue azioni e sugli effetti che queste producono. A Formigoni non contestiamo stili di vita o abitudini private: questi sono affari suoi ed eventualmente dei suoi sostenitori/elettori. Al Presidente della Lombardia chiediamo l'onestà intellettuale e politica di riconoscere che qualcosa si è inceppato, che il suo modello di Lombardia ormai non è più in grado di offrire risposte credibili e che la sua stessa maggioranza sta in piedi per garantire interessi consolidati più che per rispondere alle necessità dei cittadini.
Non ci interessa parlare di camicie e vacanze caraibiche, vogliamo sapere perché in questi anni in Lombardia c'è stato qualcuno più uguale degli altri nel campo sanitario, in quello della gestione delle bonifiche e dei rifiuti, nell'erogazione di servizi formativi o imprenditoriali… Tutto secondo la legge, fino a prova contraria, ci mancherebbe, ma i cittadini non sono magistrati e attendono risposte chiare anche sul versante dell'opportunità e della responsabilità politica. Non escluse quelle che hanno a che fare con la vicenda delle firme false per le quali il presidente della Provincia di Milano è stato raggiunto da un avviso di garanzia per falso ideologico.
I cittadini, dicevamo, attendono risposte chiare per essere liberi di giudicare senza pregiudizi e condanne preventive di chi osa pensarla in modo diverso.

Novità Settegiorni # 182 del 27/04/2012