settegiorni
linea
  torna al sommario condividi:                                       


LA LEGA AFFOSSA LA LEGGE ELETTORALE, MA RIMANE UNO SPIRAGLIO

La commissione raccomanda che si discuta giovedì in Aula il testo del Pd

Nulla di fatto in commissione Affari istituzionali, la Lega ha bloccato con l'ostruzionismo l'approvazione della legge elettorale. Salta così l'accordo assunto dai capigruppo con l'ufficio di presidenza martedì scorso, che prevedeva l'approdo in Aula giovedì prossimo di un testo licenziato dalla commissione entro la fine della settimana. In realtà nella giornata di mercoledì i giochi sembravano fatti, tutte le forze di minoranza e di maggioranza convenivano sull'abolizione del listino bloccato, su un premio di maggioranza al tra il 55 e il 60%, sul limite di due mandati per il presidente e sulla fissazione inderogabile del numero di consiglieri a ottanta. Rimaneva in discussione, con la contrarietà del Pdl, la proposta del PD di introdurre la possibilità di dare la doppia preferenza uomo - donna. Ora la situazione è in stallo, e tuttavia il Consiglio si dovrebbe comunque tenere il 25 ottobre portando all'ordine del giorno i progetti di legge originali depositati dal PD - questo dovrebbe essere il primo ad essere discusso, in base a una raccomandazione votata in commissione - e dai consiglieri pidiellini Giammario e Rinaldin. Ma la decisione su questo punto è affidata alla riunione dei capigruppo che si terrà lunedì alle 14.30. "Il comportamento della Lega è inspiegabile" attacca Franco Mirabelli, che aveva tenuto con pazienza i rapporti con le altre forze politiche: "dicono di voler staccare la spina a Formigoni ma stanno facendo di tutto per tenerlo a palazzo Lombardia altri sei mesi. È evidente - aggiunge - che la Lega non ha interesse ad abolire il listino bloccato, e vale la pena ricordare che nel progetto di legge firmato da loro il listino veniva ridotto da sedici a otto componenti, non cancellato. Ma ciò che è più grave è che palesemente la Lega dice di voler bloccare la legge al solo scopo di evitare lo scioglimento del Consiglio il prossimo 25 ottobre, mettendo in atto un ricatto che nulla ha a che fare con la legge elettorale, con la commissione e con le sue competenze".
Il PD tenterà dunque di discutere in Aula il 25 ottobre il proprio progetto di legge, depositato oltre un anno e mezzo fa, che prevede, appunto, l'abolizione del listino, il limite di due mandati per il presidente, la rappresentanza di tutti territori provinciali e la possibilità di esprimere la doppia preferenza uomo - donna. E che si riesca o non si riesca ad approvare la legge, in quella sono previste le dimissioni di almeno 41 consiglieri. L'opposizione, certamente ci sarà.

Novità Settegiorni # 203 del 19/10/2012