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RIFORMA ALER: LA PROPOSTA DI PD E PATTO CIVICO

Tra le novità, l'istituzione di 4 aziende, Cda ridotti, coinvolgimento dei territori e degli inquilini

Il primo progetto di legge congiunto di Pd e Patto Civico tocca un tema sensibile e di attualità: la riorganizzazione delle Aler lombarde. Il testo depositato e presentato alla stampa mercoledì dai due primi firmatari Lucia Castellano e Onorio Rosati, insieme al coordinatore del centrosinistra Umberto Ambrosoli, mira a migliorare l'efficienza delle aziende, rendendole più snelle e al contempo, più vicine ai territori attraverso un maggiore coinvolgimento degli enti locali, dei sindacati e dei comitati degli inquilini.
Una prima netta differenza con il testo di legge elaborato dalla Giunta riguarda i numeri. Pd e Lista civica escludono qualsiasi ipotesi di agenzia unica regionale ma propongono la suddivisione della Lombardia in quattro macroaree a cui corrispondono 4 Aler invece delle attuali 13 - Milano con il suo ambito territoriale provinciale; Cremona, Mantova Pavia e Lodi; Busto, Varese, Como, Monza e Brianza, Lecco e Sondrio; Bergamo e Brescia - articolate in Unità operative gestionali finalizzate a mantenere un rapporto diretto con i comuni e i territori di riferimento.
Si propone, inoltre, la costituzione in ogni azienda di un Osservatorio per la trasparenza e la legalità, una Consulta permanente degli inquilini con funzioni di controllo e monitoraggio dell'attività delle Unità operative e di raccolta dei bisogni dell'utenza, un Consiglio di indirizzo e vigilanza come raccordo tra la Regione e gli Enti locali per la programmazione delle politiche abitative. Il numero dei componenti dei Cda viene ridotto da cinque a tre, mentre si fanno più stringenti i requisiti dei consiglieri, con l'introduzione del requisito del diploma di laurea. Un'altra novità che il progetto di legge propone e a cui il testo della Giunta non fa alcun riferimento riguarda la nomina e le responsabilità dei direttori generali. "Riteniamo doveroso che, così come in qualsiasi azienda privata - spiega Onorio Rosati del Pd -, i direttori generali, responsabili della gestione operativa delle Aler, si misurino con i risultati ottenuti sulla base degli obiettivi assegnati. Pertanto abbiamo inserito nel nostro testo di legge la possibilità di revocare l'incarico prima della scadenza quinquennale con atto motivato, adottato a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, quando ricorrano ripetute inadempienze, ivi compreso il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati".
"Le Aler - ha affermato Lucia Castellano del Patto Civico - devono essere liberate dalla politica per diventare enti gestionali. La Regione ha il compito di legiferare e finanziare, i Comuni quello di gestire insieme alle Aziende che sono il loro braccio strumentale".
"Mai come adesso - continua Rosati - è necessario scindere i ruoli e le responsabilità tra le diverse istituzioni con la Giunta a cui spetta un ruolo di indirizzo politico, mentre alle Aler quello di pianificare e gestire le attività sul territorio".
"Il presupposto politico di fondo - proseguono - sta nel riconoscimento dell'Erp, in particolare dell'edilizia sociale, come servizio pubblico, che in quanto tale va finanziato. È inaccettabile che Regione Lombardia non abbia una voce di bilancio ad hoc. E in tal senso rappresenta un importante passo avanti, di cui siamo molto soddisfatti, l'approvazione, martedì in Aula, di un nostro ordine del giorno al bilancio che tenta di rimediare a questa lacuna. L'Aula ha infatti all'unanimità invitato la Giunta a prevedere per l'intera legislatura uno stanziamento che consenta di affrontare dignitosamente la crescente emergenza abitativa. Sarà nostro compito vigilare che all'impegno sia dato seguito concreto".

Novità Settegiorni # 234 del 26/07/2013