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LEGA E FORZA ITALIA IN LOMBARDIA ROMPONO IL FRONTE DELLE REGIONI

Grazie a Renzi e al PD il cantiere delle riforme è aperto, la Lombardia non stia a guardare

Le riforme che il Paese attende da tempo saranno fatte in questa legislatura. Non è solo una scommessa del Pd, è un impegno preciso dichiarato agli elettori. Ma proprio perché si fa sul serio, chi è sempre stato riformatore solo a parole, conservatore nei fatti, oggi tenta di mettersi di traverso. È successo martedì in Consiglio regionale, dove la maggioranza, ben divisa al suo interno, ha deciso di approvare una mozione per dire no al decreto Delrio e per condizionare il tavolo delle riforme. Ben inteso, la Lombardia avrebbe tutto l'interesse a chiedere di partecipare al tavolo delle riforme e un modo ci sarebbe stato: approvare il documento uscito dalla conferenza dei presidenti dei Consigli regionali. Il Pd l'ha proposto, martedì in Aula, ma la maggioranza ha preferito salvaguardare il difficile accordo al suo interno, votando un documento che "si rifà agli argomenti demagogici della campagna elettorale di Maroni anziché favorire una posizione unitaria", spiega il segretario regionale Alessandro Alfieri, che aggiunge: "Grazie a Renzi e al PD il cantiere delle riforme è aperto, sarebbe sbagliato rispondere con una mera difesa corporativa. Nelle Regioni sono stati compiuti errori, e non solo nell'utilizzo delle risorse, ma anche nell'incapacità di utilizzare gli spazi legislativi che già la normativa mette a disposizione, preferendo strade demagogiche e velleitarie come la macroregione e il 75% delle tasse. Oggi c'è la possibilità di cambiare davvero, la Lombardia deve scegliere se stare con il cambiamento o con la conservazione".

Novità Settegiorni # 259 del 28/02/2014