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ARIA E ACQUA: C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE

Discusse in commissione Ambiente due relazioni su emissioni in atmosfera e servizio idrico

L'aria e l'acqua. Le implicazioni in termini ambientali e di salute. Il futuro di questi preziosissimi beni. La commissione Ambiente del Consiglio regionale della Lombardia ha affrontato i due temi: le leggi regionali che si occupano di inquinamento e servizio idrico prevedono che la Giunta formuli periodicamente una relazione sullo stato di attuazione delle norme stesse. Relazioni che poi passano al vaglio del Comitato paritetico di controllo e valutazione sull'attuazione delle leggi e gli effetti delle politiche regionali. Da questo confronto viene stilato un documento d'esame delle relazioni che va in Commissione.
A fare da relatrice Laura Barzaghi che, qualche giorno fa, durante la seduta, non solo ha illustrato le conclusioni cui è arrivato il Comitato di controllo, ma ha anche proposto di stendere - per il servizio idrico ne aveva già preparato una bozza - due risoluzioni sui rispettivi temi, da approvare prima in Commissione e poi in Aula.
Per quanto riguarda le norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera, la Barzaghi ha sottolineato la necessità di "destinare maggiori risorse finanziarie per dare continuità alle azioni in atto e per dare avvio a nuove e più complete iniziative". E, tra le altre osservazioni, la consigliera ha ricordato che, per quanto riguarda gli impianti di energia da fonti rinnovabili, "manca ancora l'individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti stessi, che ha causato e continua a causare, in diverse aree della Lombardia, gravi problemi per il proliferare disordinato di queste strutture".
Tra le proposte, la Barzaghi ha invitato ad attivare "senza indugi l'uso efficiente e sostenibile delle biomasse in ambito residenziale", come anche a estendere "anche al sistema industriale, il divieto di uso di olio combustibile". E soprattutto il Comitato, per voce della sua rappresentante in Commissione, ha sottolineato come sia ormai "indispensabile dare una valutazione dell'esperienza dell'Area C a Milano" e necessario incentivare "politiche più incisive di sostegno al trasporto collettivo privilegiando interventi su ferro, trasporto pubblico locale e mobilità sostenibile".
Per quanto riguarda invece il servizio idrico, questione che la Barzaghi segue da vicino per il Pd, dalla relazione della Giunta emerge che "gli Uffici d'ambito sono tutti costituiti dalla fine del 2012, ma una parte non ha ancora un assetto organizzativo tale da garantire lo svolgimento di alcune attività, tra queste il Programma annuale dei controlli sulle autorizzazioni relative agli scarichi industriali e il monitoraggio del Piano degli investimenti".
Ma quel che preoccupa di più Barzaghi sono alcuni dati: "Nel 2014 solo gli Uffici d'ambito di Como, Milano città, Milano provincia, Pavia e Sondrio hanno approvato il programma annuale di controlli sull'attività di rilascio delle autorizzazioni allo scarico industriale in fognatura". E soprattutto la notevole frammentazione delle gestioni "con 96 soggetti operanti negli Ato lombardi (ad aprile 2013 erano 124) e 569 Comuni che gestiscono il Servizio in economia (alla stessa data erano 589), laddove la normativa regionale prevede che un solo soggetto, in ogni Ato, gestisca i tre segmenti del Servizio idrico, acquedotto, fognatura e depurazione, quindi i gestori dovrebbero essere 13".

Novità Settegiorni # 299 del 23/01/2015