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Tante parole per nascondere il nulla

Quando servono troppe parole per spiegare quello che accade, c'è sotto qualcosa.
Chi è sicuro di sé, sa esattamente quello che vuole e non ha bisogno di troppe spiegazioni. Per dirla con Cartesio, il pensiero chiaro e distinto deve portare a una sintesi di poche parole, altrimenti significa che non si ha bene in mente che cosa fare.
Ebbene, il diluvio di parole con cui Maroni e i suoi alleati in questi giorni stanno tentando di ribadire che tutto funziona nella maggioranza lombarda è esattamente il contrario del pensiero chiaro e distinto. Dietro le tante parole che gli esponenti della Lega, di Forza Italia e dell'NCD hanno utilizzato per confermare la volontà di proseguire con l'accordo che li ha portati a vincere le elezioni due anni fa si celano tensioni che quotidianamente mettono in discussione la tenuta della compagine del presidente Maroni.
L'ultimo caso riguarda ancora la sanità, la cui riforma è stata annunciata in pompa magna all'inizio della scorsa estate ed ora, Maroni dixit, vedrà la luce entro il prossimo mese di luglio. Parole concordate con gli alleati, che si sono premurati di confermarle ossequiosamente, che fanno però a pugni con quelle scritte nei diversi progetti di legge che le stesse forze di maggioranza hanno depositato e che difficilmente sembrano potersi armonizzare.
Tante parole si stanno accumulando anche in commissione sanità, dove sono in corso decine e decine di audizioni dei soggetti interessati alla riforma sanitaria che si esprimono su un progetto di cambiamento che ancora non c'è. La sensazione è che la maggioranza voglia solo prendere tempo per tentare di chiarirsi le idee e trovare una quadra tra posizioni al momento ancora molto distanti. Le tante parole di chi viene a far visita alla commissione servono allora più a nascondere i dubbi che ad affinare un testo comune che pare ancora molto lontano.
Come PD abbiamo scelto di non stare a questo gioco: non vogliamo reggere il moccolo a una maggioranza che non è in grado di dire come la pensa e quale riforma vuole proporre ai lombardi. Ascolteremo volentieri i diversi attori del sistema socio-sanitario, ma quando Maroni sarà in grado di spiegarci con chiarezza la sua idea di riforma sanitaria. I commissari democratici non parteciperanno alle audizioni fino a quando non ci sarà un testo univoco sul quale sentire il parere di chi opera nel mondo socio-sanitario.
I lombardi, considerati da sempre popolo di poche parole e tanta concretezza, sono trascinati in una sorta di girone infernale dalla maggioranza di centro-destra: tanti proclami, un diluvio di parole pomposamente bellicose contro chi non lascia alla Lombardia le risorse per crescere, promesse di un futuro radioso costruito su un'autonomia che non ha basi concrete per mascherare una sostanziale inerzia e una grave incapacità di leggere una realtà regionale che sta profondamente cambiando e che ci si illude di poter governare con le parole della propaganda.
Di fronte a questa situazione Dante avrebbe probabilmente aggiunto al suo Inferno il girone degli inconcludenti, condannati a stare assieme per forza e a parlare tutto il giorno per tentare di convincersi che la realtà corrisponde alle strampalate idee che hanno in mente. In quel girone ci dovrebbero stare Maroni, la Lega e i suoi alleati lombardi, ma, purtroppo, i veri dannati, oggi, rischiano essere soltanto i cittadini lombardi.

Novità Settegiorni # 305 del 06/03/2015