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POSTE ITALIANE CONGELA IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE

Era prevista la chiusura di 61 uffici postali in Lombardia, ma la stessa azienda ha deciso di sospendere tutto e discutere con le istituzioni

Si apre uno spiraglio per i 61 uffici postali lombardi che Poste Italiane aveva annunciato di voler chiudere definitivamente, mentre altri 121 avrebbero dovuto ridurre l'orario e rimanere aperti a giorni alterni. Contro questa decisione si era mosso il mondo politico locale e regionale e una risoluzione bipartisan era stata approvata all'unanimità nella seduta di Consiglio del 3 marzo scorso. La novità, annunciata in settimana dal sottosegretario Daniele Nava, è che l'azienda ha deciso di sospendere il piano di razionalizzazione, con la motivazione di considerare alcune eccezioni. Non un passo indietro, per ora, ma almeno uno stop che prelude, così ci si augura, a un'interlocuzione tra le parti in causa - Poste, Consiglio regionale, amministrazioni locali, sindacati e comitati degli utenti - che finora non c'era stata. Alla notizia il Gruppo regionale del Pd ha risposto con una nota: "La sospensione del piano da parte di Poste Italiane è una prima buona notizia. Ora si può ragionare con più calma aprendo finalmente il tavolo che abbiamo richiesto fin dall'inizio della vicenda. Il servizio postale non può lasciare scoperti tanti territori periferici, costringendo i cittadini a ulteriori disservizi", ha scritto il capogruppo Enrico Brambilla.
Sulla vicenda è intervenuto anche Onorio Rosati che ha definito la sospensione del piano "un fatto importante che rappresenta un primo risultato positivo dell'iniziativa di tutto il Consiglio regionale", aggiungendo che "da settimana prossima ci sarà l'apertura in Regione Lombardia di un tavolo di confronto tra azienda, istituzioni locali, organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori per valutare gli effetti del piano sui territori introducendo i correttivi necessari".
"Saranno giorni decisivi - conclude il consigliere democratico - per valutare l'impatto della riorganizzazione sui territori, per limitarne gli eventuali effetti negativi nei confronti dell'utenza e dei lavoratori. Auspichiamo che, quello che si aprirà settimana prossima in Regione, sia un tavolo di confronto vero, capace di decidere tutti gli aggiustamenti necessari, limitando il più possibile la chiusura degli uffici".

Novità Settegiorni # 307 del 20/03/2015