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La Lega getta la maschera. E gli altri?

La Lega ha gettato la maschera e ha espresso in modo chiaro il suo pensiero sull'Europa: "questa Europa non ci piace". La scritta campeggiava su uno striscione esposto durante i lavori del Consiglio, in barba a qualsiasi regolamento. Al presidente Cattaneo non è rimasta altra scelta che quella di sospendere la seduta prendendo atto del non rispetto delle regole e della scelta della Lega di utilizzare l'aula consiliare alla stregua di una piazza in cui manifestare.
Uno sfregio, l'ennesimo, per un'istituzione come il Consiglio regionale che dovrebbe essere il luogo in cui vengono rappresentate le idee e gli interessi dei cittadini, non certo il palcoscenico per esibizioni propagandistiche finalizzate unicamente ad ottenere un titolo e una foto sui giornali del giorno dopo.
Alla Lega pare interessi poco o nulla di queste considerazioni, ostaggio com'è della strategia del proprio leader nazionale che, tra felpe e sberleffi a chi non la pensa come lui, invoca fermezza, promette sicurezza, ma finisce per calpestare ogni regola di civile convivenza. Eh sì, perché le regole valgono per gli altri, ma per se stessi vige un'unica legge, quella di un presunto buon senso che si materializza solo nel proprio interesse.
In questo panorama, si capisce come il vincolo dei regolamenti consiliari sia utile solo ai fini di affermare le proprie posizioni ed evitare un reale confronto con idee altrui che sono considerate ormai solo una perdita di tempo. Se gli elettori hanno deciso, che bisogno c'è di discutere? E' la logica plebiscitaria dell'evocazione di consultazioni popolari che, strizzando l'occhio alla galassia grillina, consentono di evitare qualsiasi tentativo di elaborare prospettive che vadano al di là di un possibile vantaggio contingente.
Se le cose stanno così, si capisce immediatamente come l'Europa non possa che essere considerata una grande perdita di tempo, una scocciatura per chi ritiene che tutto si risolva nella difesa di un territorio e della sua ormai presunta ricchezza.
La Lega ha gettato la maschera, ma che dicono i suoi alleati?
Proprio nulla. Si limitano ad abbozzare qualche segno di insofferenza per lo stile ruvido e sprezzante delle truppe di Salvini, ma si guardano bene dall'esplicitare il loro disagio attraverso voti che possano mettere in dubbio la tenuta della giunta Maroni.
Un gran bel modo di prepararsi ad Expo, una vetrina internazionale che potrebbe consentire alla Lombardia di aprire le porte al mondo e alle ripresa economica, ma che trova la maggioranza lombarda tutta intenta a preservare se stessa schiava com'è della deriva populista e "anti-tutto" scelta come strategia di accrescimento del consenso elettorale.
Saremo anche in campagna elettorale, ma il rispetto delle istituzioni (soprattutto per chi governa) dovrebbe rimanere un criterio cardine di qualsiasi forza politica che non voglia pensare unicamente alla propria sopravvivenza. Ma pare proprio che la Lega abbia gettato la maschera e continui a perseguire un unico obiettivo: agitare spettri e ingigantire i problemi (guai a risolverli!) per poter fare spazio alla propria propaganda.
Prendiamo atto e ci intristiamo un po'. Nella speranza che Pasqua porti a un recupero di consapevolezza e serietà per una politica lombarda che rischia di assomigliare sempre più a un'opera buffa.
Auguri!

Novità Settegiorni # 309 del 03/04/2015