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La propaganda non risparmia neppure l'antimafia

Neppure le leggi più condivise in Lombardia rimangono al riparo della propaganda leghista.
Il Consiglio ha approvato all'unanimità la nuova legge antimafia che pone la regione all'avanguardia nelle azioni di prevenzione delle infiltrazioni mafiose, di educazione alla legalità e di gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ma...
Ma la maggioranza non ha resistito alla tentazione di infilare nell'articolato un paio di passaggi che nulla hanno a che fare con la lotta alla mafia.
Come altro potremmo definire l'articolo che garantisce il patrocinio gratuito della regione a chi viene accusato di eccesso di legittima difesa o l'altro che stabilisce il risarcimento per chi abbia subito danni nel corso di manifestazioni?
Con la piccola differenza che se il secondo è un provvedimento condivisibile, il primo ci pare assolutamente rischioso e demagogico.
Che bisogno c'era di forzare la mano?
In tutta franchezza, ci siamo sentiti strumentalizzati e presi in giro. Il voto positivo su una legge antimafia costruita in commissione grazie alla collaborazione di tutti i gruppi consiliari per noi non è mai stato in discussione, ma vederci scivolare dentro due articoli clandestini ci ha davvero indispettito. Non è questo il modo di trattare le istituzioni piegandole a propri fini propagandistici.
Salutiamo comunque con grande favore la nuova legge antimafia che restituisce un po' di onore a un consiglio regionale che solo tre anni fa, è bene ricordarlo, fu sciolto anticipatamente anche a causa di infamanti accuse di possibili infiltrazioni mafiose fin nel cuore dell'istituzione regionale. La magistratura verificherà la fondatezza e la rilevanza delle accuse, ma intanto era importante che il consiglio si dotasse di strumenti adeguati a tenere alta la guardia e a promuovere una sempre più radicata cultura della legalità.
Cambiando decisamente argomento, spendiamo due parole anche sui ballottaggi che hanno concluso le amministrative.
Il centrosinistra ha perso alcuni comuni significativi, come Saronno, Corsico o Cologno Monzese, ma ha conquistato piazze importanti con la riconferma di Virginio Brivio a Lecco e l'elezione di Mattia Palazzi a Mantova. Ora c'è un unico capoluogo di provincia governato dal centrodestra, Varese. Una situazione inimmaginabile solo due o tre anni fa, anche se "il PD oltre il 40%" delle Europee 2014 non è riuscito a riconfermarsi su quei livelli.
La Lega canta vittoria, ma farebbe bene a preoccuparsi di governare in Regione Lombardia e di tenere a bada i crescenti malumori interni alla maggioranza.
Registriamo infine che Maroni, dopo le inaccettabili sortite contro i comuni che intendessero accogliere i profughi, pare aver assunto toni un po' più degni della carica che ricopre: evidentemente le elezioni sono passate e non serve più alzare la voce per raccattare qualche voto.

Novità Settegiorni # 320 del 19/06/2015