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IL PARCO NON SI FA COSÌ

Al voto segreto in Aula, bocciata la fusione "a freddo" di Parco Nord e Agricolo sud Milano

La maggioranza che governa Regione Lombardia va sotto al voto segreto sull'emendamento del Pd che stralcia l'articolo di istituzione del parco metropolitano, unificando Parco Nord e Parco agricolo sud, dentro il progetto di legge sulla Città metropolitana di Milano. "Un'ennesima vittoria sul tema dei parchi e del loro futuro, dopo la recente approvazione di una nostra mozione sulla riforma delle aree protette", commentano soddisfatti Fabio Pizzul e Massimo D'Avolio.
"Come diciamo da tempo, la revisione territoriale degli enti parco non può essere calata dall'alto, dall'istituzione regionale, con una specie di fusione a freddo, ma deve essere, appunto, una decisione territoriale. Tant'è che tutti i soggetti interessati, Comuni, associazioni di categoria e ambientaliste, si erano espressi contro questa unificazione - spiegano Pizzul e D'Avolio -. Non solo: la stessa assessore regionale all'Ambiente ci aveva detto, non più tardi di un mese fa, che i tempi erano abbastanza ampi. Perciò non c'era nessuna premura di intervenire. Ecco perché abbiamo chiesto lo stralcio della questione dell'unificazione del Parco Nord e del Parco agricolo sud, due realtà completamente diverse tra loro, nate in momenti diversi e con leggi diverse, con obiettivi e finalità differenti, imposta da una sorta di legge 'omnibus' sulla nuova Città metropolitana".
Per i due consiglieri Pd ora si rende sempre più necessaria "la revisione della legge sui parchi risalente al 1983, ottima per l'epoca, ma che oggi ha perso smalto e quella spinta propulsiva del passato".
Pizzul e D'Avolio ricordano ancora una volta quali sono i nuovi percorsi che la riforma dovrebbe realizzare: "I parchi vanno connessi tra loro, facendo rete da un punto di vista gestionale. Poi, non vanno più pensati e gestiti solo come tutela delle risorse naturali, ma anche come sviluppo economico e sociale delle popolazioni e delle attività che vivono le stesse aree protette, quindi agricoltura, produzioni industriali, attività ricreative, turismo, tempo libero. All'interno delle aree protette dobbiamo anche sperimentare il vero significato di sviluppo sostenibile, senza però far venire meno il senso di tutela. E dopo aver definito le aree soggette a tutela, a livello di area vasta omogenea o della città metropolitana, queste potranno legarsi tra loro attraverso un'agenzia unica con una normativa delle regole più pregnante. Per quanto riguarda Milano, ad esempio, la nostra idea è di creare un'agenzia che gestisca le aree verdi naturali della cintura milanese, ma dentro un ragionamento generale che coinvolga tutta la città metropolitana".

Novità Settegiorni # 332 del 02/10/2015