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MACROREGIONE CON I "VICINI" IN GUERRA

Il Consiglio approva l'Eusalp, ma i principali confinanti, i ticinesi, sono apertamente ostili alla Lombardia

Una vera e propria campagna di intolleranza contro frontalieri e artigiani lombardi, richieste eccessive come il certificato penale a cittadini che lavorano duramente, da ultimo, la richiesta di chiusura di alcuni valichi secondari. Per Luca Gaffuri, componente della commissione speciale Rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, "con il Canton Ticino siamo in una situazione di guerriglia continua, alimentata da forze politiche che si chiamano Lega e Udc. Che rapporti vogliamo avere con costoro?". E l'occasione per 'sfogare' il dispiacere suo e di intere popolazioni che vivono a ridosso del confine, da sempre in un rapporto di scambio con la vicina Svizzera italiana, è venuta durante la seduta del Consiglio regionale, nella discussione sulla risoluzione 'Strategia dell'Unione europea per la Regione alpina - Eusalp', votata, comunque, all'unanimità.
Un'opportunità di collaborazione che fa esultare persino il presidente Maroni, ma che di fatto per Gaffuri rischia di non avere senso, nel momento in cui "la prima nazione con cui confiniamo ci tratta in questo modo e rende tesi all'inverosimile antichi rapporti, che all'interno della macroregione alpina dovrebbero essere di buon vicinato".
Per Gaffuri, dunque, "o Regione Lombardia alza la voce e dice che così non si può più andare avanti, oppure è inutile imbellettarci parlando di Regione alpina". E proprio ricordando una dichiarazione di Maroni, il consigliere Pd ha continuato, accalorato: "Se davvero facesse scioperare un giorno tutti i frontalieri, il Canton Ticino crollerebbe. Ecco perché deve essere fatta chiarezza su tutta questa vicenda".
Anche a proposito della Commissione speciale, Gaffuri è stato critico: "Dall'inizio della legislatura ci siamo incontrati una sola volta con le istituzioni ticinesi. Allora chiudiamola, perché così non serve a nulla. Oppure, cerchiamo di fare un'azione vera: la macroregione alpina porterà benefici se costruiamo ponti con i nostri principali vicini".
E proprio in quest'ottica, giovedì 19 novembre, alle 16, a Palazzo Pirelli, a Milano, in Commissione, si terrà un'audizione con i sindaci di confine per trattare il tema della proposta di chiusura dei valichi. "I colleghi di maggioranza hanno chiesto di invitare i sindaci dei nostri Comuni di frontiera, ma mi sembra giusto che siano presenti, sempre che lo vogliano, anche i primi cittadini delle comunità, a ridosso del confine, dalla parte ticinese", aggiunge Gaffuri, che ha formulato la richiesta durante l'ultima seduta.
Per il consigliere Pd "non solo la questione coinvolge entrambi i lati della frontiera, ma questa rappresenta la prima occasione per gettare dei ponti veri nell'ottica della macroregione Eusalp".
E per dimostrare che dal punto di vista italiano c'è tutta la buona volontà, il Gruppo regionale del Pd ha votato a favore di una proposta di parere alla commissione Bilancio sul Documento di economia e finanza - sul quale per il resto il Pd è contrario - in cui si chiede di "dare completa attuazione alla legge sul turismo montano e lacuale, anche a ridosso del confine, e di valutare le opportune iniziative da intraprendere volte a consentire sistemi di interazione tra le realtà sociosanitarie lombarde e quelle ticinesi, al fine di raggiungere una efficace sinergia finalizzata a soddisfare i bisogni espressi dalle persone".

Novità Settegiorni # 338 del 13/11/2015