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LA LEGA SCHIERA LA REGIONE AL FAMILY DAY

L'istituzione ancora una volta usata per fini politici

La legge sulle unioni civili che il Parlamento sta tentando di portare a termine desta un grande dibattito in tutto il Paese. Segnerà, quando andrà in porto, un cambiamento davvero epocale, dando una risposta a tante persone che da tempo attendono di vedere riconosciuti i propri legami affettivi di fronte alla comunità civile. Nessun Parlamento italiano ci è finora riuscito, perché l'argomento solleva opposizioni di tipo valoriale che spesso attraversano tutto il campo politico. Ci si sta comunque provando, nonostante le enormi difficoltà politiche che si incontrano. Tra queste c'è la preoccupazione di una parte almeno del mondo cattolico, che ha deciso di organizzare contro il disegno di legge in questione un Family day a Roma per il 30 gennaio. Una manifestazione a cui la Regione Lombardia parteciperà in modo ufficiale, con tanto di Gonfalone, per decisione unilaterale della giunta regionale, spinta dall'assessore leghista Cristina Cappellini che già aveva organizzato lo scorso anni i due convegni "a difesa della famiglia naturale". Altrettanto naturale, secondo l'esponente leghista, che la Regione partecipi ufficialmente a questa manifestazione.
Contro questa scelta si è subito schierato il Pd: "Le motivazioni di adesione della Regione Lombardia al Family day sono inaccettabili - spiega la vicepresidente dell'assemblea Sara Valmaggi - e connotano questo evento non come occasione per promuovere la famiglia, ma come manifestazione contro il provvedimento che finalmente riconoscerà i diritti anche alle coppie omosessuali e ai loro bambini. Che poi si voglia utilizzare la facciata di Palazzo Pirelli per manifestare l'adesione all'iniziativa, senza nemmeno tenere conto del parere Consiglio regionale, è del tutto scorretto."
"Ognuno ha il diritto di manifestare per le proprie idee - ha aggiunto il capogruppo Enrico Brambilla - ma è indicativo che mentre il Parlamento sta coraggiosamente provando a riconoscere alle coppie di fatto, etero e omosessuali, i diritti che nel mondo occidentale vengono ovunque riconosciuti, la giunta Maroni si erga a paladina della conservazione. Peraltro, di tutta questa attenzione della Regione le famiglie lombarde, a parte i discutibili convegni, non se ne sono proprio accorte".

Novità Settegiorni # 345 del 21/01/2016