settegiorni
linea
  torna al sommario condividi:                                       


REFERENDUM, SÌ DA COMMISSIONE AL VOTO ELETTRONICO

Contrario il Pd: "Altro che innovazione, solo confusione e maggiori costi"

Martedì pomeriggio la Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la proposta di regolamento regionale per lo svolgimento del referendum consultivo sulla maggiore autonomia della Lombardia mediante voto elettronico. Si tratta di un documento di sedici articoli che norma le modalità di voto elettronico - tra cui ad esempio sicurezza, sorteggio delle sezioni per la stampa del voto elettronico, operazioni di scrutinio - la formazione dei componenti degli uffici elettorali di sezione, del personale comunale e la scheda elettorale. Il Partito democratico ha espresso voto contrario, il segretario regionale Alessandro Alfieri e Fabio Pizzul spiegano perché.
"Non siamo contrari all'innovazione soprattutto se questa si traduce in semplificazione e risparmio - dichiarano - ma, nonostante quel che vogliono far credere Lega e Movimento 5 stelle, paradossalmente la consultazione elettronica non comporterà alcun risparmio per le casse regionali. Quello che si sta mettendo in atto è una solitaria fuga in avanti della Lombardia senza previo accordo con il Ministero dell'Interno e le Prefetture. Con questo regolamento, innanzitutto, sarà praticamente impossibile accorpare la consultazione elettronica con qualsiasi altro tipo di votazione cartacea. Quindi - precisano - ai 19 milioni più iva già previsti in delibera per l'acquisto dei dispositivi, per il personale e la sua formazione, bisogna aggiungere il costo per l'allestimento dei seggi e per tutte quelle operazioni che le consultazioni elettorali solitamente richiedono. Tutte da verificare le incombenze e i relativi costi in capo ai comuni. La sperimentazione del voto elettronico sarebbe stata virtuosa se si fosse collocata in un percorso di respiro nazionale - concludono - ad oggi, invece, si pensa solo a fare i primi della classe correndo il rischio di replicare il caso della Carta regionale dei servizi presentata come la grande innovazione made in Lombardia, e costata anche parecchi soldi, poi rivelatasi un'operazione fine a se stessa".

Novità Settegiorni # 346 del 29/01/2016