settegiorni
linea
  torna al sommario condividi:                                       


Al voto tra distrazione e crisi di identità

Il presidente Maroni deve essere in preda a una grave crisi d'identità.
Non si spiegherebbe altrimenti quello che sta accadendo. Da qualche settimana Maroni è perennemente presente sui media senza però chiarire a che titolo lo faccia. Parla da governatore della Lombardia? O, forse, da candidato al Consiglio comunale di Varese? O, ancora, da esponente politico della Lega? Lo strano mix offre un unico risultato: un'enorme esposizione mediatica di Maroni, peraltro inversamente proporzionale alla sua effettiva attività in regione. Alla faccia del profilo istituzionale…
Crediamo, comunque, che la crisi di identità sia passeggera e che dopo il 5 giugno, o al più quindici giorni dopo, il presidente Maroni torni pienamente in possesso della consapevolezza di essere alla guida della Lombardia. Molto dipenderà anche dall'esito delle elezioni amministrative ormai alle porte.
Una sconfitta del centro destra a Milano e Varese suonerebbe come una sorta di avviso di sfratto per il governatore che, non a caso, ha deciso di impegnarsi moltissimo in un appuntamento elettorale che avrebbe potuto tranquillamente seguire dall'alto di Palazzo Lombardia.
A proposito di elezioni, manca una settimana a un appuntamento che non pare aver scaldato il cuore dei cittadini. Al grande impegno dei candidati e di coloro che li sostengono più da vicino, fa riscontro una sostanziale indifferenza da parte del grosso della popolazione. E' pur vero che una buona percentuale di elettori sceglie negli ultimi giorni chi votare, ma la distrazione di massa nasconde un pericolo ben più subdolo che si sta manifestando da qualche anno con la prepotente crescita del cosiddetto partito del non voto.
Vi invitiamo a non sottovalutare l'appuntamento del 5 giugno.
Il futuro della Lombardia passa in buona parte da quello che accadrà a Milano e negli altri comuni in cui si andrà al voto.
L'alternativa è chiara: c'è chi intende continuare un cammino all'insegna dell'innovazione e della partecipazione e chi vorrebbe tirare il freno a mano e affidarsi a logiche e metodi che sanno di conservazione e passato. Diffidate di chi si traveste da moderato, ma non potrà mai resistere alle pulsioni più grevi di una coalizione che, pur di riconquistare il potere, ha imbarcato un po' di tutto e fa fatica a nascondere le contraddizioni di questa operazione che ha il sapore di estremo tentativo per salvare un centro destra in frantumi.
Come Partito Democratico siamo convinti di avere costruito in questi anni una buona classe di amministratori locali, che hanno saputo ascoltare i propri cittadini e lavorare per costruire percorsi amministrativi all'insegna della partecipazione e della trasparenza.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno dedicato tempo ed energie alla propria comunità locale e che termineranno con le elezioni il proprio impegno amministrativo. Non sono stati anni facili e chi decide di impegnarsi nelle amministrazioni locali dimostra coraggio e generosità: sarebbe insensato che il discredito, che purtroppo sta affliggendo l'intera classe politica, finisca per trascinare con sé anche gli amministratori locali. Così come sarebbe ingiusto utilizzare vicende giudiziarie più o meno recenti,tra l'altro ancora tutte da chiarire, per mettere su chiunque amministri lo stigma del malaffare e della corruzione.
Ora tocca a noi. Abbiamo ancora una settimana per coinvolgere il maggior numero possibile di nostri concittadini e promuovere la loro partecipazione al voto.
E' anche un'occasione per aiutare Maroni a risolvere la sua crisi d'identità e per dirgli che, se preferisce Varese alla Lombardia, non saremo certo noi ad impedirgli di realizzare questo suo desiderio.


Novità Settegiorni # 363 del 27/05/2016